Bros/Corti

La ricerca e la creazione




FORMATO 30X42 cm.
PAGINE 12
ILLUSTRAZIONI 18 B/N e 8 a colori
Edione Speciale (euro 15,00 a sostegno dell'iniziativa Dentro Inverart)


PROFILO DEL LIBRO:
CATALOGO d'ARTE


Bros. L'esplorazione dell'Arte

di Francesco Oppi

Vandalo? Graffitaro? Writer? Lasciamo arrovellare chi vuol perdere un po’ di tempo.
Daniele Nicolosi (Bros) ha cominciato presto a intervenire, prima sui muri e poi su altre superfici spesso grandi se non enormi, con il suo segno caratteristico e con la sua intensissima sensibilità cromatica, però fin da subito il suo percorso è stato tracciato su una congenita voglia di ricerca e da una curiosità a trecentosessanta gradi: tratti caratteristici del creativo puro.
Lo conosco da circa otto anni e ho potuto seguire il sentiero d’esplorazione che ha voluto percorrere in questo periodo.
Proprio un’esplorazione; ed “esplorare” è verbo e concetto che meglio lo descrive.
Qualche sosta per prendere appunti sul taccuino se l’è presa, piccola però, e poi via; avanti in un cammino costante, e a lui stesso ignoto, com’è del resto quello di ogni serio esploratore.
Bros è anche un visionario, un “visionario applicato” nel senso che, anche grazie ai suoi viaggi e alle sue esperienze di lavoro su “dimensioni ambientali”, ha coltivato e fatto maturare un senso plastico, ma anche architettonico, che di volta in volta prende sempre più rilevanza nelle sue realizzazioni grandi o anche più piccole.
In questi ultimi anni si è messo alla prova con tanti materiali e tante soluzioni espressive (bi e tridimensionali), utilizzando il concetto non come fine dell’espressione artistica ma puramente come nocciolo creativo da cui trarre la prima “informazione”: in questo modo le sue opere non risultano quasi mai fredde.
Altro tratto del suo metodo di lavoro è una vera passione artigiana, forse retaggio delle origini famigliari: il contatto fisico con i mezzi, i supporti e gli strumenti; Bros ama essere presente in tutti i suoi allestimenti lasciando una traccia, appunto, ambientale che fa sconfinare l’opera oltre il suo “contenitore” che così tale non può più essere definito.
Non si tratta, dunque, di abbellire o esibire ma piuttosto di cambiare forma, cambiare la visione e la prospettiva, sua e dell’osservatore, in un’ottica di ricerca di altri orizzonti fisici ma anche sociali ed etici.
Daniele Nicolosi è un artista completo, certamente eclettico, che sperimenta sempre, e fa parte di quella tipologia di creativi che ha avuto una minoritaria presenza numerica, ma un forte impatto sulla storia dell’arte e anche su diversi aspetti della società.


Eleonora Corti. I dieci Uomini
di Fortunato D'Amico

Eleonora Corti è una donna giovanissima ma già intenta a sperimentare i linguaggi contemporanei della pittura, codificati in un dialogo di segni appartenenti alla sua generazione. “I Dieci Uomini” è il titolo di una recente mostra in cui ripercorre criticamente il tragitto di conoscenza personale orientato a trarre resoconti di vita ed elementi di indagine sulla sfera universale. Una scrittura poetica in via di definizione ma che nella sua dinamicità svela inclinazioni verso una ricerca essenziale del colore per dare risalto alle emozioni e ai significati contenuti nelle opere. L’esposizione, realizzata da Art Events nei Docks dell’Arsenale di Venezia, ha evidenziato una vena poetica giovanile, sicuramente intrigante per i contenuti che coinvolgono in prima persona l’autrice e per la possibilità di valutare le opere non solo come manifestazione estetica fine a se stessa, ma anche per l’esegesi e la capacità di formalizzarne i ragionamenti, assumendoli in una concezione più ampia dei fatti stessi.
I quadri impattano nell’intricato orto delle emozioni, difficili da dominare, di cui per altro non ci si pone nemmeno il problema di controllarle, per l’evidente urgenza di comunicare, in codici semplici il proprio stato d’animo e la ricerca introspettiva. La trasmissione dei contenuti è modellata dentro forme dal segno profondo ed essenziale. I colori, nero, ocra, arancione, azzurro, nel loro dialogare identificano l’atmosfera emotiva del racconto, ma anche la conveniente distanza di osservazione dei fatti rappresentati.
Come altri giovani impegnati nel percorso artistico, Eleonora Corti ha dirottato in questa attività tutte le energie e le scelte di vita, e ha individuato nell’arte la sua missione, ma anche lo strumento di liberazione per allontanarsi dai modelli mercificati della vita contemporanea e dalla loro iconografia, particolarmente aggressiva nell’imposizione dell’edonismo tecnologico imposto dalla digitalizzazione globale delle attività umane. Simboli e linguaggi, usati anche in maniera istintiva, dosati per contestare o per identificare situazioni intime all’interno di rapporti sociali già prefigurati, costruiscono i nuovi manifesti della denuncia giovanile nei confronti del sistema imperante.